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FERENC SNETBERGER      PROFILO ARTISTA 

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foto© Jens Rötzsch

Nato nel 1957 a Salgotarjan in Ungheria, Ferenc Snétberger ha dal 1988 la cittadinanza tedesca. Di etnia Sinti/Rom, ha iniziato a suonare la chitarra prestissimo. Da adolescente ha studiato chitarra classica e più tardi ha frequentato l’Accademia Ferenc Liszt di Budapest dove ha seguito i corsi di chitarra jazz, adattando le tecniche brasiliane e spagnole al suo modo di suonare. Con la sua passione per il tango, la musica indiana, Egberto Gismonti, Jim Hall e Johann Sebastian Bach, Snétberger è una delle poche voci veramente originali nel campo della chitarra contemporanea, un virtuoso pioniere di rara maestria.
I suoi brani solistici senza accompagnamento sono degli eleganti omaggi alla Spagna e all’America del Sud, in cui la sua fantasia d’improvvisatore si unisce ad una perfetta tecnica classica.
Naturale complemento della band “Great Guitars” negli ultimi anni di Charlie Byrd e ospite sempre benvenuto all’Accademia Musicale di Budapest, Snétberger appare spesso anche in contesti musicali di sapore etnico.
Ha registrato una serie di album e ha suonato in Ungheria, Jugoslavia, Finlandia, Francia, Italia, Spagna, Germania, India ed altri paesi. Ha inoltre preso parte a molte trasmissioni radiotelevisive e ha suonato come solista in grandi formazioni. Sul palcoscenico ha collaborato con artisti quali Didier Lockwood, Anthony Jackson, James Moody, David Friedman, Dhafer Youssef e Pat Metheny.

“In Memoria della Mia Gente” è il titolo della sua prima composizione per chitarra e orchestra, nata 1995 su suggerimento di un compositore che viveva in Israele e che aveva chiesto a musicisti di tutto il mondo di scrivere un pezzo in occasione del 50° anniversario della fine dell’Olocausto. Dedicato alla memoria del suo popolo – i Rom e i Sinti – il concerto di Snétberger è una vitale affermazione contro la sofferenza umana e si ispira alle melodie piene di sentimento della tradizione gitana.
Esiste poco repertorio per chitarra e orchestra (Vivaldi, Rodrigo): il concerto in tre movimenti per chitarra e orchestra di Snétberger è diverso, soprattutto perché la parte solistica è solo un canovaccio su cui si può improvvisare liberamente anche in un contesto classico. Snétberger è stato invitato ad eseguire questo concerto con orchestre da camera in Ungheria e Germania. Ha scritto anche dei brani musicali per Pralipe, teatro mobile del popolo Rom.


Nel 2004 Snétberger fonda il suo nuovo trio con il leggendario bassista norvegese Arild Andersen ed il batterista / percussionista italiano Paolo Vinaccia.

Con naturale facilità ed ad livello i  tre scelgono di riunire composizioni, competenze tecniche, unità, fantasia eimprovvisazione. Esce nell’autunno 2005, il loro album di debutto "Nomad" che è stato accolto con entusiasmo dalla critica e dal pubblico.

Nello stesso anno Snétberger suona con Bobby McFerrin al Summer Festival di Veszprém (Ungheria) dove è stato registrato il DVD "Snétberger Live" (solo /duo con McFerrin /trio "Nomad").

Nell’ estate 2007 Snétberger è stato invitato da McFerrin per altri due concerti in Germania e in Spagna.

Snétberger ha iniziato la collaborazione con Markus Stockhausen nel 1999 con "Landscapes”, una suite in duo registrata per l'album di Snétberger "For my people».

"They come along lightly and yet filled with melancholy - and they give the impression that one day they simply HAD to meet in order to make this music happen. You can't help but hope this cooperation will be continued soon," Ralf v.d. Kellen wrote in Intro magazine
“Streams”, uscito nel 2007, è la più fresca testimonianza di questo fantastico duo. La tecnica e la sicurezza di Snétberger sulle corde è fenomenale, il suono e la ricerca dell’inusuale di Stockhausen  sono incredibili. Due musicisti per molti aspetti diversi tra loro che invece si incontrano in un progetto artistico acclamato …che sia proprio la loro diversità a rendere la combinazione così interessante?